Sopwith Camel

Questo e' un Sopwith Camel.
Anche io ne ho uno, o almeno l'ho avuto. Ho imparato a pilotarlo quando ero un bambino. Prendevo quota dalle piste del letto a castello della mia cameretta e iniziavo a sorvolare il quartiere, poi la citta e quindi tutto il mondo. Partivo, con la sciarpa che sbandierava dal bavero del mio giubbotto di pelle, e quandavo in basso, attraverso gli occhiali sfaccettati. Cercavo il Barone Rosso e quando i nostri aerei si incontravano, iniziava la battaglia, che finiva sempre con un una mia sconfitta e la carlinga del mio aereo bucherellata, come un formaggio groviera. Ma non mi sono mai fatto abbattere. C'era sempre un'atterraggio di fortuna che mi salvava ed anche se mi lanciavo con il paracadute cadendo nel territorio nemico, non avevo difficolta' a tornare indietro, al sicuro. Potevo permettermi addirittura di passare la notte in qualche locale rumoroso di Parigi ed innamorarmi di una cameriera poco disponibile, prima di attraversare le linee e tornare in patria. Fremevo per tappare i fori che i colpi del Barone Rosso aveva, sparati attraverso l'elica del motore, avevano fatto sul mio Sopwith Camel. Quindi ripartivo, pronto a tracciare di nuovo i cieli del'immaginazione.
Grazie Charles.


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